Perché risparmiare troppo è pericoloso | Quando l’accumulo diventa un rischio per investitori patrimonializzati
Introduzione articolo
In Italia siamo campioni del mondo di risparmio, anche se qualche trend d’oltreoceano come il “buy now and pay later” sta mettendo radici anche qui.
In generale però a differenza del modello americano, basato spesso su un indebitamento eccessivo tra carte di credito e prestiti universitari, noi sappiamo ancora accantonare per il futuro – soprattutto se pensiamo alla differenza nei redditi.
Nel mio lavoro di consulente vedo spesso un paradosso di chi ha patrimoni importanti: l’accumulo che non serve a vivere, ma a nutrire l’ansia.
Spendere troppo è un problema, ma anche risparmiare troppo può diventarlo: ne parlo in questo articolo.

La situazione italiana sul risparmio
Siamo nell’era della longevità e dell’insostenibilità dei bilanci pubblici: risparmiare e patrimonializzarsi è fondamentale – di certo lo scopo di questo articolo non è disincentivare risparmio ed investimento.
In Italia nel 2025 la quota di reddito risparmiata è stata di circa l’11,6%, come da ricerca Studio Einaudi, in America siamo intorno al 4%, meno della metà.
Bisogna però tenere a mente che rischio non è solo dover vivere di rinunce per una situazione economica precaria, ma anche l’ansia finanziaria opposta.
Avere il patrimonio per potersi permettere una vita piena e serena ma vivere di rinunce per paura di intaccare il patrimonio non ha senso.
Se il costo delle tue priorità è coerente con le tue possibilità, accettare di spendere è l’unico modo per dare un senso al risparmio.

Le 3 domande per decidere se fare una spesa importante
La premessa è tenere sempre a mente che i soldi sono lo strumento che deve permetterci di vivere meglio: se una spesa è irrilevante in relazione al proprio patrimonio si può procedere senza troppi problemi.
Bisogna però tenere a mente anche l’altro lato della medaglia: patrimonializzarsi è importante e spendere inutilmente è un ottimo modo per consumare ricchezza: quando una spesa è rilevante ci sono quindi tre domande potentissime che filtrano le spese sensate da quelle impulsive e che forse è meglio evitare.
1) Posso rimandare questa spesa? Farebbe qualche differenza?
Alcune spese sono rimandabili senza che il beneficio ne risenta più di tanto, mentre in altre il “quando” è un elemento fondamentale dell’esperienza.
- ci sono esperienze (un trekking impegnativo, un safari, un progetto sportivo) che richiedono un’integrità fisica che la biologia non garantisce per sempre. In questo caso, il “risparmio” è un sabotaggio: accumuli risorse per un futuro in cui non avrai più l’energia per convertirle in piacere
- ci sono spese che non risentono del fattore tempo.
Sono quelle che puoi fare domani, tra un anno o tra dieci senza differenze significative nei benefici: l‘auto di lusso o l’orologio.
Questi sono “beni a piacere istantaneo” ma a utilità costante.
Comprarli a 35 o 50 anni non cambia la natura dell’oggetto: qui il risparmio ha senso perché spendere subito significa rinunciare ad investire quei soldi, e su lunghi orizzonti temporali significa rinunciare a rendimenti molto interessanti

2) Questa spesa migliora le prossime settimane o i prossimi decenni?
Noi siamo divisi tra il “sé che vive” e il “sé che ricorda”: su alcune spese c’è un piacere momentaneo, su altri tipi di spese paradossalmente l’interesse composto ne fa crescere il valore nel tempo. Un esempio:
mentre una spesa materiale (l’auto di lusso) subisce l’adattamento edonico e dopo poche settimane diventa la norma
una spesa in esperienze tende invece a rivalutarsi nel tempo: il ricordo di quel viaggio “irrimandabile” diventa un dividendo emotivo che incassi ogni volta che ne parli o ci pensi. Rimandare significa gioire meno tempo di questo “interesse composto del ricordo”
Quando pensiamo a dei momenti piacevoli tendiamo a ricordare il bello di quei momenti, creando un ricordo ancor migliore dell’esperienza in sé.
Cambiare auto invece rende felici nelle prime settimane, ma raramente ha un impatto duraturo nelle nostre vite.
L’impatto nel tempo di una spesa è il secondo elemento da prendere in considerazione per decidere se farla o meno.

3) Questa spesa è in conflitto con la mia situazione finanziaria?
“Vorrei tanto una Ferrari 458”.
Gli status symbol rappresentano per molti il culmine di un percorso di successo.
La psicologia del denaro però ci insegna che il benessere non deriva dall’oggetto in sé, ma dall’opzione non esercitata di poterlo comprare.
Se una spesa esaudirebbe un desiderio ma è incoerente con le proprie possibilità economiche, allora va accantonata.
La premessa infatti era che i soldi sono uno strumento e non bisogna farsi troppi problemi nell’usarli per riempire la nostra vita, ma sempre a patto che ciò non significhi sacrificare il nostro futuro.

Recap articolo
Il risparmio è un pregio, finché non diventa un limite.
Patrimonializzarsi è sempre stato fondamentale, e in questo periodo probabilmente lo è ancor più che in passato.
Bisogna però tenere sempre a mente che il denaro è lo strumento che deve permetterci di vivere meglio: se una spesa aggiungerebbe un grande valore alla mia vita ed è nelle mie possibilità economiche, rimandarla all’infinito non ha senso.
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Chi sono
Matteo Foti - Consulente Finanziario
Aiuto dirigenti, piccoli imprenditori, famiglie e giovani professionisti a gestire al meglio il proprio patrimonio.
Sono un consulente finanziario abilitato e sono l’autore del libro “Consapevole – prendi il controllo sui tuoi soldi”.
Come partner per offrire il meglio ai miei clienti ho scelto Fineco Private Banking.
- Laurea in economia bancaria, finanziaria e assicurativa all’Università degli Studi di Milano-Bicocca
- Autore del libro Consapevole – prendi il controllo sui tuoi soldi
- Consulente finanziario Fineco abilitato, regolarmente iscritto all’Albo OCF
- Oltre 2 anni di esperienza in un gruppo leader mondiale nella gestione dei rischi complessi (assicurazione di multinazionali e riassicurazione, ossia assicurare altre compagnie di assicurazioni)
- Divulgazione nelle aziende su pianificazione finanziaria e pensionistica per dipendenti e soci
- Divulgazione delle basi dell’investimento da oltre 5 anni tra LinkedIn, YouTube, eventi locali e altri social
- Pianificazione basata su trasparenza e consapevolezza: niente costi nascosti (se “non stai pagando” il tuo consulente finanziario richiedi una diagnosi gratuita dei tuoi investimenti) e niente paroloni per rendere la gestione dei tuoi risparmi più complessa di quanto non lo sia già
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