Introduzione articolo
Investire per i figli

La maggior parte dei genitori farebbe qualsiasi cosa per i propri figli.

Eppure, quando si tratta di soldi, si ripetono sempre gli stessi errori. Il problema è che questi errori non si vedono subito ma dopo 10, 15 o 20 anni, quando rimediare è difficile, se non impossibile.

In questo articolo ti parlo della struttura finanziaria che ogni genitore dovrebbe costruire – e dei cinque pilastri che distinguono chi investe in modo consapevole da chi risparmia con impegno, ma poi sbaglia nelle fondamenta.

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come investire per i figli

Perché la maggior parte dei genitori sbaglia (senza saperlo)

I dati parlano chiaro: oltre un genitore su due, se potesse tornare indietro, cambierebbe qualcosa nel modo in cui ha gestito i risparmi per i propri figli.

Non perché non si sia impegnato, ma perché nessuno gli ha mai detto cosa fare davvero.
Partiamo dai cinque pilastri.

Investire per i figli struttura finanziaria in 5 pilastri

1. Fondo emergenze (separato)

Il punto di partenza non è un investimento per i figli – è un fondo emergenze solido per i genitori.

L’errore più comune? Mettere da parte risparmi per i figli nello stesso “calderone” di quelli personali. Quando arriva un imprevisto (un guasto, una spesa medica, una perdita di lavoro) si pesca da quel calderone, e i soldi destinati al futuro dei figli spariscono.

La regola è semplice: le due strutture devono essere separate. I risparmi destinati ai figli non si toccano, punto.

Il fondo emergenze dei genitori non deve necessariamente stare fermo sul conto corrente. Può essere investito in strumenti molto prudenti, liquidabili in due giorni, che ai livelli attuali rendono circa il 2% annuo – decisamente meglio dello zero del conto.

2. Protezione della famiglia

Quanto dipende lo stile di vita di tutta la famiglia dal reddito di una sola persona?

Se la risposta è “molto”, allora proteggersi non è scaramanzia — è responsabilità.

Pensare a cosa succederebbe se quel reddito venisse meno — per un infortunio, una malattia, o qualcosa di più grave — è uno degli esercizi mentali più difficili che un genitore possa fare. Ma è necessario.

La buona notizia: il costo dell’assicurazione è proporzionalmente basso rispetto alla protezione che offre. Una polizza vita da 500.000€ per un adulto in buona salute può costare poche centinaia di euro all’anno. Non pensarci è un errore che si spera non abbia conseguenze — ma se le avesse, alle difficoltà emotive si sommerebbero anche quelle economiche.

3. Piano per l'Istruzione

L’istruzione è l’unico vero acceleratore sociale che esiste oggi.

Non è garantita, non è automatica, ma funziona: un ragazzo che frequenta le persone giuste, gli ambienti giusti, i percorsi giusti, apre molte più porte dello stesso ragazzo con le stesse capacità che non ha avuto queste opportunità.

Il problema è che l’istruzione di qualità costa, e sta diventando sempre più cara. Le università private più prestigiose d’Italia superano i 15.000-20.000€ di sola retta annua. A cui sommare l’affitto se il figlio studia fuori sede, e uno stile di vita che tende ad allinearsi a quello dei compagni. Non è un dettaglio.

Fare i conti a 17 anni è un problema. Farlo alla nascita, cambia tutto.

Esempio pratico:

  • Inizi quando il figlio ha 10 anni → 10.000€ iniziali + 500€/mese per 8 anni al 7% annuo = ~80.000€ a 18 anni
  • Inizi alla nascita → 5.000€ iniziali + 200€/mese per 18 anni al 7% annuo = ~98.500€

Meno soldi investiti ogni mese, risultato finale superiore. La variabile che fa la differenza non è quanto investi, ma quando inizi.

4. Fondo pensione

“Un fondo pensione per un bambino appena nato? Che senso ha?”

È l’obiezione che sento più spesso. La risposta è sì e il motivo ha poco a che fare con la pensione in sé.

La tassazione dei fondi pensione in Italia varia dal 15% al 9% in base all’anzianità contributiva, cioè da quanti anni è aperto il primo fondo. Aprire il fondo pensione significa mettere la bandierina e far partire questo conteggio.

Ma c’è un vantaggio ancora più immediato: dopo 8 anni di adesione, si può richiedere fino al 75% del montante per acquisto o ristrutturazione della prima casa.

Se il figlio inizia a lavorare a 22 anni e apre il fondo pensione solo allora, non potrà attingere a quei fondi per la casa prima dei 30 anni. Se lo apri oggi – anche con un versamento iniziale di soli 100€ – questa possibilità si sblocca prima che il figlio possa anche solo pensare di comprare casa.

Non serve versare molto. 100€ iniziali sono sufficienti per far partire il conteggio.

5. Piano di accumulo (il pilastro più potente)

Questo è il cuore di tutto.

L’idea è semplice: aprire un piano di accumulo per il figlio, con cifre anche molto piccole, con un orizzonte temporale lunghissimo. L’obiettivo non è pagare l’università – quello è un fondo separato.
L’obiettivo è costruire un patrimonio che un giorno darà a tuo figlio la libertà di lavorare per scelta, non per necessità.

I numeri parlano da soli, con un rendimento medio dell’8% annuo:

Quando iniziCapitale inizialeVersamento mensileOrizzonteRisultato
Figlio 20 anni10.000€50€/mese30 anni~170.000€
Nascita figlio10.000€50€/mese50 anni~813.000€
Nascita figlio10.000€100€/mese50 anni~1.160.000€
Prima della nascita10.000€100€/mese60 anni~2.500.000€

La differenza tra iniziare a 20 anni e iniziare alla nascita non è il doppio. È cinque volte tanto.

C’è poi un secondo beneficio che va oltre i numeri: quando il figlio è abbastanza grande da capire, puoi mostrargli questo piano e dirgli “L’ho aperto prima che nascessi. Adesso tocca a te portarlo avanti.” È uno strumento di educazione finanziaria che nessun libro o video può replicare.

Riepilogo: i 5 pilastri della struttura finanziaria per genitori consapevoli

  • Fondo emergenze:  separato e intoccabile rispetto ai risparmi dei figli

  • Protezione: assicurarsi dagli eventi improbabili ma economicamente devastanti

  • Piano per l’Istruzione: iniziare prima possibile, pianificare come se volesse l’università più costosa

  • Fondo Pensione: aprirlo subito, anche con 100€, per far partire il conteggio

  • Piano di Accumulo: il più potente, il più sottovalutato, il più dipendente dal tempo

    Il punto non è fare tutto perfetto. In 20, 30 o 50 anni di investimento cambieranno molte cose, e qualche errore scapperà. Il punto è approfittare del migliore alleato che esiste negli investimenti di lungo periodo: il tempo.

    E l’anno migliore per iniziare era ieri. Il secondo migliore è oggi.

Investire per i figli famiglia felice

Le domande più comuni ad un consulente finanziario fee only

A che età è giusto iniziare a investire per i propri figli?

Prima si parte e meglio è. L'ideale è alla nascita, o addirittura prima, se sai già che vuoi avere figli. Come abbiamo visto nei numeri del piano di accumulo, la differenza tra iniziare a 0 anni e iniziare a 20 anni non è proporzionale: è cinque volte il risultato finale. Non esiste il "troppo presto."

Quanto bisogna investire ogni mese per fare la differenza?

Molto meno di quanto si pensi. I numeri che abbiamo visto partono da 50€/mese - due aperitivi. L'importo conta, ma conta molto di più la continuità e l'orizzonte temporale. Iniziare con poco oggi batte aspettare di avere "la cifra giusta" domani.

I risparmi per i figli vanno intestati a loro o ai genitori?

Dipende dalla fase. Finché il figlio è piccolo, ha più senso che i conti e gli investimenti restino intestati ai genitori, che possono gestirli con piena consapevolezza. Quando il figlio diventa adulto - e soprattutto quando ha dimostrato una certa maturità finanziaria - si può pensare a un trasferimento graduale. Regalare un capitale importante a un ragazzo che non ha mai visto un -10% può essere controproducente.

Il fondo pensione per un bambino serve davvero? Non è troppo presto?

È l'obiezione più comune, e la risposta è sempre la stessa: l'obiettivo non è versare cifre importanti, ma far partire il conteggio degli anni. La normativa italiana premia l'anzianità contributiva del fondo pensione con una tassazione più bassa (fino al 9%) e sblocca la possibilità di richiedere un anticipo per la prima casa dopo 8 anni. Un versamento iniziale di 100€ è sufficiente per ottenere questi vantaggi. Il costo è minimo, il beneficio potenziale è significativo.

E se mio figlio poi decide di non andare all'università?

Meglio avere il capitale e dover decidere come usarlo, che avere un bisogno e non avere i soldi per coprirlo. Se il piano per l'istruzione non viene utilizzato per gli studi, diventa semplicemente un patrimonio in più - da destinare alla prima casa, a un progetto imprenditoriale, o a incrementare il piano di accumulo di lungo periodo.

Posso gestire tutto da solo o serve un consulente?

Il fai-da-te è possibile, ma richiede disciplina, conoscenza e - soprattutto - la capacità di non fare danni nei momenti di turbolenza dei mercati. Un consulente non aggiunge solo competenza tecnica: aggiunge un filtro comportamentale che, in certi momenti, vale da solo l'intero costo della consulenza.

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Consulente Finanziario Monza - Fineco, Matteo Foti

Chi sono

Matteo Foti - Consulente Finanziario

Aiuto dirigenti, piccoli imprenditori, famiglie e giovani professionisti a gestire al meglio il proprio patrimonio.

Sono un consulente finanziario abilitato e sono l’autore del libro “Consapevole – prendi il controllo sui tuoi soldi”.
Come partner per offrire il meglio ai miei clienti ho scelto Fineco Private Banking.

  • Laurea in economia bancaria, finanziaria e assicurativa all’Università degli Studi di Milano-Bicocca

  • Autore del libro Consapevole – prendi il controllo sui tuoi soldi

  • Consulente finanziario Fineco abilitato, regolarmente iscritto all’Albo OCF

  • Oltre 2 anni di esperienza in un gruppo leader mondiale nella gestione dei rischi complessi (assicurazione di multinazionali e riassicurazione, ossia assicurare altre compagnie di assicurazioni)

  • Divulgazione nelle aziende su pianificazione finanziaria e pensionistica per dipendenti e soci

  • Divulgazione delle basi dell’investimento da oltre 5 anni tra LinkedInYouTubeeventi locali e altri social

  • Pianificazione basata su trasparenza consapevolezzaniente costi nascosti (se “non stai pagando” il tuo consulente finanziario richiedi una diagnosi gratuita dei tuoi investimentie niente paroloni per rendere la gestione dei tuoi risparmi più complessa di quanto non lo sia già

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