C’è una scena che vedo ripetersi continuamente.

Un risparmiatore o un piccolo imprenditore apre l’estratto conto della banca, vede il capitale inchiodato su un fondo bilanciato che tra commissioni di gestione, costi di ingresso e balzelli vari si mangia il due o tre per cento all’anno.

Intanto l’inflazione sale, il potere d’acquisto cala e la rabbia cresce.

A quel punto cerca delle alternative e si trova sommerso da video e grafici che consigliano di concentrarsi su ETF azionari globali, descritti come più efficienti di un portafoglio 60/40.

In questo articolo vediamo se è vero.

Se il video non parte assicurati di avere accettato i cookie.

Ha senso un portafoglio 100% azionario? Confronto con il 60/40

La matematica dà ragione al 100% azionario?

Prendiamo i dati reali su 39 economie sviluppate nell’ultimo secolo con le analisi contenute in questo paper.

Secondo questo paper, se prendi un portafoglio 60/40 (sessanta per cento azioni e quaranta per cento obbligazioni), per garantirti lo stesso tenore di vita in pensione devi mantenere un tasso di risparmio di quasi il venti per cento del tuo reddito ogni singolo mese.

Se invece usi un portafoglio composto unicamente da azioni globali, grazie al rendimento atteso superiore ti basta accantonare la metà delle risorse: circa il dieci per cento. 
I motivi principali sono due:

  1. Il premio per il rischio. Per accettare le oscillazioni più marcate dell’azionario, il mercato deve offrirti un rendimento medio più alto

  2. La protezione reale dall’inflazione. Se i prezzi al supermercato salgono, le grandi aziende sane prima o poi trasferiscono i rincari sui listini. Difendono i margini operativi. Chi possiede obbligazioni a tasso fisso o liquidità, invece, ha in mano titoli nominali: se la moneta perde valore, quel capitale non verrà recuperato

E allora perché non investire in un portafoglio 100% azionario?

investire 100% azionario o in portafoglio 60/40

100% azionario o portafoglio 60/40

Mettiti in questa situazione: sei in cima a una montagna, guardi giù e devi raggiungere la baita a valle.

La discesa più veloce passa per una pista nera: dritta, ripida, senza deviazioni.

Se sei uno sciatore esperto e le condizioni sono perfette, scendi a razzo.
Ma se non sei esperto o se la pista è ghiacciata diventa più probabile che con quella strada ci sia qualche imprevisto e qualcosa vada storto.

Un portafoglio 100% azionario è quella pista nera.
Se hai una grande consapevolezza finanziaria e le condizioni sono positive va tutto bene, ma se qualcosa gira storto il rischio è alto.

Dire di avere un’elevata propensione al rischio quando le borse salgono da cinque anni è facilissimo: significa semplicemente avere un’elevata propensione a fare soldi.
Ma q
uando arrivano i momenti difficili spesso comanda la pancia, non la testa.

E se in quella crisi finisci per vendere, una correzione temporanea diventa una perdita permanente di capitale.
Hai preso tutti i rischi della discesa senza portare a casa un solo centesimo di guadagno
.

A cosa servono davvero liquidità e obbligazioni

Il lavoro di un buon consulente finanziario non è creare il modello dal rendimento atteso più alto.
È farti arrivare al traguardo
.

Un piano finanziario serve a tenerti a bordo quando c’è tempesta, non solo a darti la direzione quando il mare è calmo.

Ecco perché una quota di liquidità e strumenti a breve termine hanno un ruolo strategico:

  • Elimini l’obbligo di vendere nel momento sbagliato. Se la tua impresa affronta un calo di liquidità o se devi sostenere una spesa imprevista mentre i mercati crollano del trenta per cento, non tocchi le azioni. Attingi al cuscinetto e lasci al mercato il tempo di ripartire.

  • Abbassa la pressione emotiva. Un portafoglio bilanciato o strutturato per obiettivi (goal-based) non ti farà mai fare il botto in salita, ma durante una crisi riduce il ribasso e ti aiuta a mantenere la rotta.

Puntare a un rendimento finale leggermente inferiore attraverso un’allocazione bilanciata è spesso la mossa più intelligente che puoi fare. 
Meglio un rendimento leggermente più basso che riesci a portarti a casa rispetto al modello ottimizzato che però abbandonerai.

La regola del buon senso

Il 100% azionario può avere senso?

Sì, ma solo per quella fetta specifica di patrimonio destinata a traguardi lontanissimi, come il futuro dei figli tra vent’anni, dove le oscillazioni di breve non hanno alcun impatto sulle tue scelte quotidiane, e a patto che tu sappia molto bene ciò che fai e che abbia già maturato esperienza con le oscillazioni di mercato.

Per tutto il resto, decidere l’allocazione guardando solo i rendimenti degli ultimi 5-10-15 anni significa farsi guidare dal caso.

Se hai un portafoglio d’investimenti e vuoi ricevere un report sul vero profilo rischio-rendimento del tuo patrimonio, puoi richiedere una diagnosi al link matteofoti.it/checkup

Le domande più comuni sul portafoglio 100% azionario o 60/40

Ha senso un portafoglio 100% azionario per un investitore privato?

In teoria massimizza il rendimento di lungo termine, ma nella pratica è molto rischioso per la maggior parte dei risparmiatori a causa dell'impatto emotivo della volatilità.

Durante le fisiologiche crisi di mercato un portafoglio interamente azionario può subire ribassi del 30% o 40%.
Chi non possiede un'adeguata riserva di liquidità o strumenti difensivi tende a farsi prendere dal panico e a vendere sui minimi, trasformando un calo temporaneo in una perdita permanente di capitale.

Perché il portafoglio 60/40 è ancora considerato valido rispetto al 100% azionario?

Il portafoglio 60/40 sacrifica una quota di rendimento atteso a lungo termine per garantire stabilità emotiva e protezione del capitale nelle fasi intermedie.

Anche se i dati dimostrano che per ottenere lo stesso capitale pensionistico con un portafoglio 60/40 serve un tasso di risparmio più alto rispetto al 100% azionario, la componente obbligazionaria attenua i drawdown.
Questo permette all'investitore di rispettare la propria strategia senza commettere errori comportamentali irreparabili durante i crolli di borsa.

In che modo le azioni proteggono dall'inflazione rispetto ai titoli a reddito fisso?

Le azioni rappresentano quote proprietarie di aziende reali in grado di adeguare i prezzi dei prodotti all'inflazione, mentre le obbligazioni tradizionali sono contratti a valore nominale fisso.

In caso di svalutazione monetaria marcata e prolungata, le cedole e il rimborso a scadenza dei bond perdono potere d'acquisto reale in modo irreversibile. Le aziende globali sane riescono invece a trasferire l'aumento dei costi sui listini finali, salvaguardando margini e dividendi sul lungo periodo.

Come capisco se il rischio del mio portafoglio è eccessivo?

Il profilo di rischio è mal calibrato quando una correzione dei mercati impedisce all'investitore di dormire sereno o rischia di costringerlo a vendere titoli per far fronte a necessità di cassa impreviste.

Una pianificazione corretta non misura la propensione al rischio nei periodi di grandi rialzi.

👉 Prenota un incontro gratuito

Prenota ora il tuo incontro conoscitivo per approfondire la mia consulenza finanziaria fee only. Scegli lo slot che ti è più comodo dalle mie disponibilità.

👉 Scarica gratis il primo capitolo del mio Libro “Consapevole”

Se preferisci approfondire in autonomia i punti chiave della pianificazione finanziaria, ho scritto un libro esattamente per questo.

Consulente Finanziario Monza - Fineco, Matteo Foti

Chi sono

Matteo Foti - Consulente Finanziario

Aiuto dirigenti, piccoli imprenditori, famiglie e giovani professionisti a gestire al meglio il proprio patrimonio.

Sono un consulente finanziario abilitato e sono l’autore del libro “Consapevole – prendi il controllo sui tuoi soldi”.
Come partner per offrire il meglio ai miei clienti ho scelto Fineco Private Banking.

  • Laurea in economia bancaria, finanziaria e assicurativa all’Università degli Studi di Milano-Bicocca

  • Autore del libro Consapevole – prendi il controllo sui tuoi soldi

  • Consulente finanziario Fineco abilitato, regolarmente iscritto all’Albo OCF

  • Oltre 2 anni di esperienza in un gruppo leader mondiale nella gestione dei rischi complessi (assicurazione di multinazionali e riassicurazione, ossia assicurare altre compagnie di assicurazioni)

  • Divulgazione nelle aziende su pianificazione finanziaria e pensionistica per dipendenti e soci

  • Divulgazione delle basi dell’investimento da oltre 5 anni tra LinkedIn, YouTube, eventi locali e altri social

  • Pianificazione basata su trasparenza e consapevolezza: niente costi nascosti (se “non stai pagando” il tuo consulente finanziario richiedi una diagnosi gratuita dei tuoi investimenti) e niente paroloni per rendere la gestione dei tuoi risparmi più complessa di quanto non lo sia già

Vuoi approfondire?

Approfondisci con le risorse gratuite

Dai un occhio alle guide gratuite per approfondire la gestione dei tuoi risparmi: fondo pensione, errori da evitare, il check-up gratuito dei tuoi investimenti e tanto altro ancora.

Approfondisci

Risorse gratuite

Corso Garibaldi, 86 - 20121 Milano
Monza | Seregno | Carate |
Disponibile anche online

info@matteofoti.it

+39 351 447 7390